PARTITO SOCIALISTA VICENZA

Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono


 

Il PSI Vicenza segnala ancora una volta con grande preoccupazione la situazione in cui si è aperto oggi l’anno scolastico.

In tutta Italia si susseguono le proteste, anche drammatiche, degli insegnanti. I docenti  precari hanno visto tagliati il 20% dei posti. Saranno decine di migliaia le famiglie italiane che si trovano senza stipendio. Decine di migliaia di alunni non usufruiranno della continuità didattica che da tutti è considerata elemento sostanziale della formazione. Tutto ciò era previsto, tutto ciò era stato denunciato in anticipo, non solo dal PSI ma da tutta l’opposizione sinistra. Evidentemente tutto ciò al governo Berlusconi ed al suo Ministro della pubblica istruzione non interessa.

Anche a Vicenza e nella provincia la situazione appare da subito drammatica. A Vicenza già  Dirigenti Scolastici hanno aperto i Collegi Docenti dichiarando che non sarà possibile pagare e quindi fare le supplenze, che gli Istituti si trovano nella necessità di recuperare somme ingenti e quindi nell’impossibilità di investire fondi che dovrebbero essere necessari alla didattica, che le scuole potranno contare su un numero ridotto di unità ATA.

Personale ATA insufficiente a garantire una seppur minima funzione di sorveglianza delle aree in cui non sono presenti i docenti ma è necessario transitino gli alunni.

Una situazione allo sbando, un mondo dell’Istruzione Pubblica allo sbando, abbandonato, destinato al fallimento.

 

 

Luca Fantò

Segretario provinciale PSI Vicenza

 Da "Il Giornale di Vicenza"

QUESTIONE MENSE 14 agosto
«IL FEDERALISMO
IMPOVERIRÀ MOLTI»
Intervenendo sugli aumenti delle mense, il Psi Vicenza con Luca Fantò critica il centrodestra che si appella a «un fantomatico federalismo che probabilmente servirà solo ad impoverire i molti ed arricchire i pochi».


 

SCUOLA 12 agosto
IL PSI PREOCCUPATO
PER LE IMMISSIONI
«Il Psi di Vicenza - dice il segretario Fantò - esprime la preoccupazione per il numero di immissioni in ruolo del ministro Gelmini: 10 mila docenti e 6 mila Ata. Niente di fronte ai tagli che tolgono lavoro ai precari».


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